Un medico innamorato della sua terra, il Cilento, la canta con voce nuova ed antichissima, con la profonda e serena saggezza umanistica della Scuola Medica Salernitana. In questo bel libro, riccamente illustrato e corredato da un CD, ognuno trovera’ un po’ delle sue radici.
La mia fortuna e’ stata quella di fare il medico, una professione che ha assicurato a me e alla mia famiglia una vita agiata e dignitosa. Alla canzone non ho mai dovuto chiedere sostentamento e questo mi ha affrancato dal dovere postulare o accettare compensi in cambio di prestazioni canore a me non gradite. Ho sempre pensato che l’artista non potesse definirsi tale se non e’ libero. Se e’ schiavo del denaro, del potere, del bisogno, e’ altro: al massimo un misero giullare di corte cui vanno i resti delle opulente tavolate imbandite dai regnanti. Questo non e’ disprezzo per chi fa di professione il musicista, il cantante o l’attore - perche’ e’ sacrosanto che un professionista, se suona, canta o recita debba avere un giusto compenso - ma e’ atto assai deplorevole barattare la propria creativita’; e non fa differenza se per un piatto di lenticchie o per mille monete d’oro